Un organo a canne non si porta con sé: lo si va a trovare. Per questo il mestiere di un organista concertista è, prima di tutto, un modo di viaggiare. Ogni concerto è l’incontro con uno strumento che esiste in un solo luogo e che non somiglia davvero a nessun altro. Mario Ciferri ha tenuto oltre ottocento concerti in più di venti Paesi, tra Europa, Russia e Nord America. Questa è la geografia di quel lavoro, vista dal punto in cui lui la guarda: la consolle.
Arrivare in una città che non si conosce
Si arriva con una valigia e gli spartiti, e quasi sempre si arriva da stranieri. La città ha il suo rumore, la sua lingua, la sua luce. Poi si imbocca una strada qualunque, si spinge una porta, e la città resta fuori. Dentro c’è una navata, il fresco della pietra, la luce che scende obliqua dalle finestre alte. Ogni chiesa è diversa, eppure il passo che rallenta sulla soglia è sempre lo stesso.
A Londra Mario Ciferri ha suonato alla St Paul’s Cathedral, alla Westminster Abbey e alla Temple Church: tre luoghi lontanissimi per storia e acustica. A New York alla St Patrick’s Cathedral e alla Central Synagogue. Più a nord, nella Cattedrale di Reykjavík, alle latitudini estreme dei suoi concerti, e poi a Oslo, Stoccolma e Copenaghen. In Germania e in Austria, nelle chiese di Landsberg am Lech, Weilheim, Dillingen, Rheda e Altenberg e nell’abbazia di St. Florian, dove riposa Anton Bruckner. A est, le Filarmoniche di Sochi e di Katowice.
I nomi celebri fanno impressione, ma non raccontano tutto. Accanto alle cattedrali delle capitali ci sono le chiese delle cittadine bavaresi, le parrocchie, le cantorie raccolte. Per un organista concertista conta lo strumento, non la fama dell’indirizzo: un buon organo a canne, in una chiesa di paese, merita la stessa preparazione di quello di una cattedrale.

Il lavoro dell’organista concertista: ogni organo è un problema da capire
Dietro ogni tappa c’è un lavoro che dal pubblico non si vede. Mario Ciferri suona esclusivamente organi a canne, mai strumenti elettronici, da una a sei tastiere. E ogni strumento è un caso a sé: altri registri, altra meccanica, altro modo di respirare dentro la sala.
Scheda tecnica e foto della consolle
Prima di scegliere il programma serve la scheda tecnica dello strumento, cioè la disposizione fonica: l’elenco dei registri, tastiera per tastiera. Se possibile, anche una fotografia della consolle. Da lì si capisce che cosa quell’organo sa fare e quale repertorio gli si addice, dal Rinascimento e dal Barocco al sinfonismo francese e tedesco, fino al Novecento. Il programma si costruisce sullo strumento, sulla sala e sul pubblico. Dove è possibile, si fa un sopralluogo.
Tempi di prova
Le prove richiedono da due-tre ore a una giornata, secondo lo strumento e il programma. Nelle grandi cattedrali capita di provare di sera o di notte, quando la navata è vuota.
Ma il lavoro vero comincia quando le mani si posano sui tasti. Premere un accordo, ascoltare dove il suono va a posarsi, quanto tempo impiega a spegnersi, che cosa restituisce quella pietra. Non è un ostacolo: è il compito. Trovare, in ogni luogo, il modo in cui quell’organo e quello spazio possono suonare insieme.

A Sochi e a Katowice il compito cambia natura. Lì Mario Ciferri ha eseguito da solista il Concerto per organo e orchestra op. 100 di Marco Enrico Bossi, una delle pagine più imponenti e meno frequentate del sinfonismo organistico: l’organo sul palco, un’orchestra davanti, un dialogo da costruire con il direttore e con l’orchestra.

Se avete un organo a canne e state pensando a un concerto, il primo passo è semplice: scrivere indicando data e luogo, lo strumento, il tipo di serata e il contesto. Anche solo un’idea è un buon inizio. I passaggi sono spiegati in Come ingaggiare Mario Ciferri.
Le domande che ogni viaggio porta con sé
C’è un momento, in ogni viaggio, in cui si smette di guardare fuori. Succede su un treno, in una stanza d’albergo a mezzanotte, o in una chiesa straniera mentre la luce cala. Che cosa sono venuto a cercare qui, davvero? Che cosa ho lasciato, partendo? E chi, su queste panche, ha pregato, pianto, sperato prima di me?
Ogni cattedrale è un archivio di vite. Quelle che sono passate da Westminster, da una chiesa di Copenaghen, da una cantoria in Baviera si contano a migliaia: matrimoni e funerali, incoronazioni e addii, paure e ringraziamenti. Di tutto questo resta qualcosa nell’aria e nelle pietre, e l’organo ha lo strano potere di risvegliarlo.


A volte il viaggio porta dove non si pensava di voler andare: un ricordo, una mancanza, qualcosa che di giorno si preferisce non guardare. La musica non lo spiega e non lo cancella. Lo accompagna, e per un momento lo restituisce intero.
Dove porta il viaggio
Alla fine di un concerto, in una città che fino al giorno prima era sconosciuta, resta una cosa semplice: la sensazione di essere stati, per un’ora, nello stesso posto di tutti gli altri. Non contano la lingua, l’età, il luogo da cui si arriva. L’organo risponde a chi porta una domanda, e la risposta non è un’idea: è una presenza. Si esce con meno di quello che si credeva di dover capire, e con più di quello che si cercava.
Viaggiare per suonare è un altro modo di conoscere un luogo. Lo si incontra attraverso uno strumento, e lo strumento porta con sé una comunità, una storia, uno spazio con la sua acustica. Ogni organo è una porta d’ingresso a una città. E ogni città che ha un organo a canne può aprire quella porta ai suoi abitanti.



Come invitare Mario Ciferri
Chi organizza un concerto, una rassegna o l’inaugurazione di un organo restaurato può scrivere direttamente per e-mail, in italiano o in inglese. Le formule possibili sono il recital d’organo solista, il concerto con orchestra, il basso continuo e la direzione di coro e d’orchestra. Il compenso dipende dalla formula, dallo strumento e dalla trasferta e si definisce su richiesta; programma, curriculum e fotografie per la promozione vengono forniti da Mario Ciferri. Tutti i dettagli sono nella pagina come ingaggiare un organista concertista; materiali e testi per la stampa sono nel Press kit.
Domande frequenti sui concerti all’estero
Quanti concerti ha tenuto Mario Ciferri e in quanti Paesi?
Oltre ottocento concerti in più di venti Paesi, tra Europa, Russia e Nord America. Le sedi principali sono raccolte nella Biografia; altre fotografie di queste tappe sono nella pagina Foto e video.
Suona anche organi elettronici?
No. Suona esclusivamente organi a canne, da una a sei tastiere.
Cosa serve per organizzare un concerto d’organo?
Una e-mail con data e luogo, lo strumento, il tipo di serata e il contesto. Per scegliere il programma servono poi la scheda tecnica dell’organo (la disposizione fonica) e, se possibile, una fotografia della consolle. Dove possibile si fa un sopralluogo.
Il nostro organo ha una sola tastiera: ha senso invitarlo?
Mario Ciferri suona organi a canne da una a sei tastiere, e il programma si costruisce sempre sullo strumento, sulla sala e sul pubblico.
Si può invitarlo a suonare nella propria città?
Sì. Basta scrivere: anche solo un’idea è un buon inizio. Trovate i passaggi in Come ingaggiare Mario Ciferri e l’indirizzo e-mail nella pagina Contatti.
Organizzate un concerto o una rassegna? Mario Ciferri suona solo organi a canne, in chiese, cattedrali e sale da concerto. Per cominciare basta una e-mail con tre cose: città, periodo indicativo, una foto della consolle o la disposizione fonica. Il programma si costruisce sul vostro strumento.
di diakov.it